sabato 11 gennaio 2014

10 Buoni propositi...


Buongiorno e buon anno a tutti!
Spero che questo 2014 sia iniziato ricco di belle sorprese e stimoli nuovi per ognuno di voi.
Sull’onda del corso di educazione alimentare organizzato in autunno l’interesse per la cucina naturale e il mangiare sano è aumentato. Nella mia continua ricerca di novità e il desiderio di benessere sto leggendo diversi libri molto interessanti di cui presto vi parlerò. Alcuni testi sono oramai famosi e altri sono recenti pubblicazioni. Tutti però convergono verso un unico pensiero: la nostra alimentazione va modificata per migliorare il nostro stato di salute e prevenire malattie future.
Troppi sono gli alimenti presenti sulle nostre tavole che andrebbero ridotti drasticamente o addirittura eliminati: latte e derivati, carne, carboidrati raffinati e zuccheri, lieviti chimici e prodotti preconfezionati, precotti, frutto di elaborate trasformazioni industriali e raffinazioni. L’uomo nasce per consumare ciò che la natura gli fornisce perché solo in questo modo riesce ad ottenere la quantità giusta di fibre, minerali, oligelementi, vitamine ed enzimi per rimanere in buona salute.
Le cosiddette “malattie del progresso” ci parlano delle nostre cattive abitudini: diabete, problemi cardiovascolari, malattie degenerative del sistema nervoso (sclerosi multipla, Alzheimer) e tumori sono maggiormente presenti nelle popolazioni ricche che, guardacaso, mangiano una maggior quantità di cibo raffinato e proteine animali.
La cura della nostra alimentazione deve essere la prima pietra per costruire la nostra salute e non è possibile fare in  modo diverso.
Se è vero che “siamo quello che mangiamo” allora perché non ce ne prendiamo cura?
L’alimentazione è un ambito delicato perché a tavola convergono tradizioni, abitudini familiari, una parte della nostra socialità, le nostre gratificazioni e frustrazioni, i nostri gusti e la quotidianità domestica e lavorativa. Spesso quando si parla di mangiare bene mi sento rispondere: “ma io non ho tempo per cucinare” oppure “questi prodotti costano troppo” o ancora “nella mia famiglia queste cose non le vorranno mai mangiare”. In realtà tutto si può fare, anche modificare l’alimentazione di una famiglia intera, basta procedere un passo alla volta. Io personalmente non credo nei cambiamenti drastici e spesso conflittuali, perché la persona deve avere il tempo di abituarsi ai nuovi sapori, capire come utilizzare certi cibi in cucina, acquisire dimestichezza. La virata brusca verso stili alimentari lontani da noi può essere fattibile solo in chi è molto determinato e predisposto caratterialmente a farlo, oppure è supportato dagli altri familiari, altrimenti diventa una guerra faticosa che presto viene abbandonata.
Procediamo per gradi, alcuni spunti per iniziare:

1-    Informiamoci, leggiamo e documentiamoci poi condividiamo con i familiari le nostre conoscenze acquisite in materia di sana alimentazione.
2-    In base alla nostra giornata di lavoro/familiare pensiamo dove possiamo iniziare a fare le prime modifiche alimentari: Colazione? Cena? Posso migliorare il mio pasto nella mensa aziendale?
3-    Iniziamo ad apportare piccoli cambiamenti, ad esempio: sostituire il pane raffinato con quello integrale, introdurre un po’ alla volta il consumo di cereali integrali, legumi e pasta integrale per abituarsi a nuovi sapori, scegliere il sale marino integrale anziché iodato.
4-    Proviamo ad acquistare biologico. E’ vero, il bio costa un po’ di più ma acquistiamo biologico partendo da quei prodotti che meritano per primi di essere sperimentati: cereali integrali, riso integrale, legumi, pasta integrale e succhi di frutta (a mio avviso molto più buoni degli altri).
5-    Cerchiamo le offerte. Oramai l’offerta di biologico è ampia, cerchiamo le promozioni mensili o i negozi che fanno i prezzi migliori.
6-    Proviamo ad informarci sull’acquisto di frutta e verdura a km zero cioè quelli prodotti vicino a noi. Interessante è il lavoro dei GAS che operano in molte città (cercate sul web), oppure i mercati locali in cui i produttori portano direttamente i loro prodotti (costano meno e sono più freschi e buoni).
7-    Riduciamo le quantità. Siamo onesti e rispondiamo intimamente a queste domande: Potrei perdere qualche chilo? Faccio una vita troppo sedentaria per ciò che mangio? Quante volte mangio solo per gratificazione e non per fame?
8-    Ricerchiamo il gusto. Mangiare bene non vuol dire perdere il gusto di mangiare. Sperimentiamo le soluzioni per noi più appetitose, potreste rimanerne stupiti.
9-    Inseriamo nell’alimentazione l’uso delle spezie ed erbe aromatiche per insaporire i cibi e ridurre così il sale.
10- Divertiamoci. Scopriamo che ci si può anche divertire cucinando e scoprendo gusti nuovi.

Un anno di buona cucina per tutti! A presto!

lunedì 11 novembre 2013

La salute vien...MANGIANDO!



Come vi avevo raccontato nel post precedente, questo autunno mi sono dedicata all’organizzazione di un corso di Educazione Alimentare e il 10 ottobre siamo partiti con i sei incontri.
Gli argomenti trattati sono di notevole interesse e ultimamente abbiamo parlato del rapporto tra alimentazione e malattia, argomento che desta molta curiosità e domande.
Il Dott. Zini Biologo Nutrizionista che tiene il corso ci ha parlato in modo ampio  di queste interazioni e tra le tante nozioni apprese ho scelto di raccontarvi dell’acidosi tissutale.

Il nome può spaventare, in realtà altro non è che il risultato della digestione di molti alimenti.
Tutti i processi metabolici producono normalmente sostanze acide, mentre il nostro corpo per poter compiere le reazioni biochimiche quotidiane necessita di un ambiente basico/neutro.
La digestione di certi cibi produce una quantità di acidi superiore ad altri e questi alterano il pH corporeo di conseguenza verso l’acidità.
Fortunatamente siamo ben programmati e l’organismo riesce ad abbassare questo stato di acidità attingendo sostanze basificanti (i minerali) dall’alimentazione oppure dalle proprie strutture (ossa).
Diventa chiaro come un’alimentazione ricca di cibi troppo acidi porti il nostro corpo a depauperare le proprie risorse basiche (il calcio dello scheletro) e quindi nel tempo verso svariati problemi di salute.

Ma quali sono i cibi troppo acidi?
Zuccheri raffinati, carne, grassi saturi, insaccati e latticini sono i principali indiziati, sicuramente i carboidrati in genere sono acidi ma in particolare quelli raffinati a differnza di quelli integrali che possiedono al loro interno anche una quota di minerali basificanti.
Tra i cibi mediamente acidi mettiamo frutta, miele, pesce, tofu, cereali integrali e yogurt, mentre quelli particolarmente basificanti sono tutte le verdure, banane, mandorle e noci.
Se la nostra alimentazione presenta cibi molto acidi questi dovrebbero essere accompagnati a tavola da altrettanti cibi basificanti per mettere a disposizione del corpo anche le basi che gli occorrono, solo in questo modo non si attingerà dalle risorse corporee.
I minerali contenuti negli alimenti hanno il vantaggio di non alterarsi durante la cottura come le vitamine, rimangono integri ma in certi casi potrebbero finire nell’acqua di cottura che è bene riutilizzare per preparare altri piatti. La cottura in padella è quella che preserva maggiormente la quota di minerali nel cibo.

 Come si capisce quando si è in acidosi metabolica?
I segnali principali sono: presenza di unghie fragili, denti dallo smalto debole, facilità a contrarre infiammazioni e difficoltà a risolverle una volta instaurate.
L’acidità del corpo è valutabile dal pH dell’urina (la prima del mattino, che normalmente deve avere un valore intorno al 5), e del sangue.
Purtroppo alcune patologie favoriscono l’acidosi tissutale come il diabete, la leucemia e i disturbi dell’apparato respiratorio.

L’acidosi tissutale è la condizione ottimale per lo sviluppo di tutte le malattie “infiammatorie” e che ne contrasta la risoluzione. 
Uno stato di acidità permanente favorisce i calcoli renali: il corpo per neutralizzare l’acido preleva calcio dalle ossa e il carbonato in questione si “scioglie” nel sangue aumentando le probabilità di sviluppare i calcoli.

Cosa fare quando pensiamo di essere in acidosi metabolica?
Innanzitutto eliminare dalla dieta i cibi troppo acidi  e incrementare quelli basificanti, volendo si possono utilizzare fitopreparati depurativi e drenanti oppure prodotti basificanti come l’Herbasit. Anche alcune discipline favoriscono la riduzione dell’acidosi, tutte quelle che promuovono la respirazione e il rilassamento come ad esempio lo Yoga.

Il cibo è e deve diventare il  grande alleato della nostra salute a tutte le età!

A presto!

martedì 17 settembre 2013

Tonno contaminato di Fukushima

Foto: CONTROLLATE IL TONNO PIU' ECONOMICO CHE TROVATE NEI SUPERMERCATI, DOVE C'E' STAMPATO FAO 61 o 71 E' TONNO PROVENIENTE DAL MAR DEL GIAPPONE DOVE E' STATA RIVERSATA L'ACQUA CONTAMINATA DI FUKUSHIMA.
Molti produttori fanno inscatolare il tonno in località NON SOSPETTE con etichette italiane o europee per NON far capire che il pescato proviene dal Giappone. Controllate sempre il NUMERO FAO.



Ciao a tutti!
Volevo condividere con voi questa notizia che sta girando su FB in questi giorni, credo sia molto importante divulgarla il più possibile. Se avete altre notizie in merito, precisazioni o smentite scrivetelo nei commenti così ci informate!
La riporto di seguito:

CONTROLLATE IL TONNO PIU' ECONOMICO CHE TROVATE NEI SUPERMERCATI, DOVE C'E' STAMPATO FAO 61 o 71 E' TONNO PROVENIENTE DAL MAR DEL GIAPPONE DOVE E' STATA RIVERSATA L'ACQUA CONTAMINATA DI FUKUSHIMA.
Molti produttori fanno inscatolare il tonno in località NON SOSPETTE con etichette italiane o europee per NON far capire che il pescato proviene dal Giappone. Controllate sempre il NUMERO FAO.

Quindi controllate le vostre scatolette di tonno! Fatemi sapere se avete trovato queste sigle e in quali marche.
A presto!

giovedì 12 settembre 2013

Festival della salute





Ciao a tutti! Domenica 15 settembre presso le Terme di Riolo si terrà l'annuale appuntamento con la salute!
Dalle 9.30 alle 20.00 potrete partecipare a conferenze, dibattiti ed esperienze pratiche per avvicinarsi al mondo del benessere olistico! E' una bella iniziativa con tanti appuntamenti interessanti e la possibilità di accedere anche alla piscina termale per completare in relax la giornata!
Qui di seguito il link del programma!

A presto.

http://scuoladinaturopatia.it/wp-content/uploads/2013/08/PIEGHEVOLESALUTEBweb-2.pdf